IL (DIS)ORDINE MONDIALE – Collana

21 Aprile 2020 -

La Collana sul (Dis)ordine mondiale raccoglie i nostri approfondimenti più rilevanti sulle complesse strategie che le super potenze tecnologiche stanno ponendo in essere da anni per accaparrarsi l’egemonia su un globo prossimo al collasso.

Dalla Guerra Fredda, alla morte dello Stato e alla nascita dell’uomo merce, sino all’alleanza fra Cina e Russia contro gli USA. Ed ancora, cyber guerra asimmetrica e sorveglianza di massa, digitalizzazione del capitalismo, Criptovalute, Bitcoin vs Libra.

Sono tematiche estremamente complesse da affrontare, apparentemente slegate fra loro ma invece perfettamente incastonabili per comporre lo scacchiere globale.

IL (DIS)ORDINE MONDIALE

  • La lotta per l’egemonia globale
    • La realtà post guerra fredda
      • La morte del Leviatano e dell’individuo come essere umano
      • Lo scacchiere globale e le minacce derivanti dal cambiamento climatico
    • Strategie per l’egemonia
      • USA – Dividi et impera
      • Russia e Cina – Il nemico del mio nemico è mio amico
  • La conquista del cyberspace
    • I padroni di Internet
      • USA
      • Russia
      • Cina
      • Collettivi anonimi
    • Territori contesi da Aquila e Dragone
      • Il “caso Huawei”
  • USA vs Cina = Libra vs Bitcoin
    • L’impatto destabilizzante di Bitcoin sulla gerarchia del potere
    • Strategie per il controllo delle criptovalute
      • Cina e Bitcoin
      • USA e Libra
      • Il caos europeo
      • Contromisure internazionali

Nel 2016/2017 la Fondazione Falcone ha assegnato la Borsa di Studio “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” al progetto di ricerca denominato “LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA NELL’ERA DIGITALE – Le nuove frontiere del deep web e dei bitcoin”.

Nella tesi scaturitane sono state analizzate le strategie investigative e gli strumenti adottati, a livello nazionale ed estero, per il contrasto alla criminalità organizzata, anche di stampo terroristico, e alla pedopornografia, nel cyber space, in particolare nel c.d. “deep web”.

Più precisamente, scopo della ricerca è stato non soltanto quello di esplicare le attuali normative, i mezzi e le tecniche adottati per contrastare le suddette forme di criminalità a livello nazionale, europeo ed internazionale – nonché le afferenti questioni giurisprudenziali di maggior rilievo – ma, soprattutto, di indicare nuovi possibili approcci investigativi e valutare la proporzionalità degli strumenti usati sia sulla base dei differenti campi operativi virtuali in cui l’operatore si trova ad agire (surface web/deep web/dark web) sia delle difese informatiche adottate dal cyber criminale.

Il 22 dicembre 2017, i risultati di tale attività sono stati discussi presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’UniPA ed approvati dalla commissione giudicante.

Ponendosi in continuità con tali risultati, la presente analisi intende approfondire il complesso scenario globale in cui si innestano le tecnologie attualmente al centro del dibattito mediatico, ossia la blockchain e le criptovalute, nonché inquadrarle sotto il profilo giuridico ed economico.

L’intento scaturisce dalla ovvia constatazione che per interpretare correttamente i complessi strumenti informatici odierni, è indispensabile analizzarli sotto ogni angolo visuale, ossia giuridico, economico, tecnologico nonché tecnopolitico.

Basti pensare a quanto affermato nel 2019 da Peter Tchir, collaboratore di Forbes ed ex Executive Director di Deutsche Bank, ossia che “Bitcoin (BTC) è un indicatore estremamente importante, che consente di individuare tensioni geopolitiche nascoste”.

In particolare, riferendosi alla trade war al tempo in atto fra Stati Uniti e Cina, Tchir affermò che le oscillazioni del prezzo di Bitcoin permettevano di comprendere cosa stesse realmente accadendo dietro le quinte e che la stabilità di Bitcoin suggerisse che quest’ultima non era particolarmente preoccupata dalle parole e dalle mosse dell’amministrazione Trump.

Del resto, esaminando l’evoluzione dell’asset dal 2009 ad oggi, febbraio 2020, non può sfuggire che:

  • il valore di Bitcoin è aumentato esponenzialmente;
  • gli incrementi percentuali maggiori si sono registrati in concomitanza di periodi di incertezza economica globale, determinato da tensioni militari fra l’occidente ed il medioriente ma soprattutto dalla pandemia globale derivante dal c.d. Corona Virus.

Ad incidere positivamente sul valore di Bitcoin, nel prossimo futuro, potrebbe essere altresì l’halving, ossia il dimezzamento periodico della reward per i miner, deputati alla validazione delle transazioni.

Le riflessioni di Mr. Tchir e le anzidette evidenze, avvalorerebbero ulteriori ipotesi ossia che:

  • dietro l’acquisizione del controllo di Bitcoin da parte delle mining farm cinesi, si celerebbe una ben precisa strategia tecnopolitica;
  • il lancio di stablecoin dapprima da parte di colossi del digitale privati, come Facebook / Libra e più recentemente da parte di istituzioni pubbliche come la Banca Popolare Cinese per l’E-Yuan e la CBDC da parte della BCE, costituirebbero mosse e contro mosse di una guerra tecnofinanziaria globale per affermare il proprio valore di scambio digitale e acquisire capillari informazioni su milioni di utenti (a complemento di quelle già ottenibili per mezzo di smartphone e altri dispositivi di interconnessione).

In una realtà in cui nulla esisterebbe senza la Rete, almeno per come lo conosciamo, anche gli strumenti e le tecniche di warfare hanno ricevuto un progressivo ammodernamento.

Ne è derivato, col tempo, un nuovo paradigma della conflittualità, sussumibile nella definizione “cyber guerra asimmetrica”.

La sorveglianza di massa e le criptovalute ne rappresentano oggi le due principali sfaccettature, apparentemente contraddittorie ma invece perfettamente complementari al raggiungimento dell’unico macro obiettivo perseguito da ogni super potenza: assoggettare la popolazione ad un controllo pervasivo, in preparazione dei tempi che verranno.

Da questa complessa partita tecnopolitica, paesi come l’Italia si sono autoesclusi molti anni addietro, a causa dell’incapacità di innovarsi, di cogliere per tempo i rischi ma altresì le opportunità offerte dalla tecnologia.

Per fronteggiare la complessità degli argomenti, la ricerca è stata ripartita in quattro parti; in particolare:

  • la prima è stata dedicata all’evoluzione della geopolitica globale dalla caduta del muro di Berlino oggi e, dunque, all’evoluzione dei conflitti per l’egemonia posti in essere dalle tre super potenze globali U.S.A, Cina e Russia;
  • nella seconda parte sono stati esaminati i differenti approcci adottati dalle suddette superpotenze per acquisire il predominio nel cyber space;
  • nella terza parte, in seguito ad una breve introduzione riguardante l’attuale strutturazione digitale del capitalismo e l’impatto che le criptovalute hanno avuto su di esso, è stato esaminato LIBRA, il payment token elaborato da un conglomerato di multinazionali a guida Facebook. Ivi, una riflessione, seppur sintetica, è stata infine rivolta alle possibili soluzioni implementabili da Paesi tecnologicamente semiperiferici come l’Italia, per ridurre il proprio gap con i competitor e attenuare i terribili fenomeni che la attanagliano: evasione, eccessiva burocrazia e pressione fiscale, espatrio di persone fisiche e giuridiche, diffusione di asset digitali rischiosi per il risparmio, scarsa digitalizzazione.

Ci si riferisce in particolare alla token economy, da intendersi come ludicizzazione dell’economia e alla tokenomics, come digitalizzazione del brand Italia. 

In altra collana, invece, sono state analizzate le criptovalute sotto il profilo tecnico, giuridico ed economico.

Tenuto conto della materia, in constante evoluzione, sia il contenuto degli approfondimenti, sia il loro ordine logico, potrebbero essere aggiornamenti nel tempo.

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