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CRYPTO CREDITO – Il credito garantito da criptovalute

9 Novembre 2020 -
CRYPTO CREDITO – Il credito garantito da criptovalute

Il Crypto Credito è una nuova forma di credito erogato da piattaforme di cambio criptovalute e garantito attraverso queste ultime.

Il presente approfondimento, in seguito ad un excursus sulle criticità del sistema creditizio tradizionale, analizzerà caratteristiche salienti del crypto credito, due casi concreti nonché vantaggi e svantaggi rispetto alle forme tradizionali di finanziamento.

SOMMARIO

1. Credito bancario “tradizionale”

2. Problematiche dell’accesso al credito tradizionale

3. Cos’è il “Crypto Credito” 

3.2 Crypto Credito di Binance e Crypto.com a confronto

3.3 Pro e Contro del Crypto Credito

CONCLUSIONE

NOTE

1. Credito bancario “tradizionale”

Nel nostro Paese, così come nella generalità degli altri stati europei, qualunque persona di età compresa tra i 18 e i 75 anni può richiedere un finanziamento agli istituti di credito.

Esso verrà concesso solo se il richiedente potrà dimostrare di essere in grado di restituire la somma ottenuta alle scadenze contrattualmente stabilite.

Tale capacità di restituzione prende il nome di merito creditizio ed è oggetto di una attenta analisi da parte dell’istituto erogante.

Negli ultimi anni, complice anche la crisi del sistema bancario nazionale, la concessione del credito da parte dei tradizionali istituti bancari/finanziari ha subito un forte ridimensionamento, essendosi elevata la soglia di attenzione nei confronti dei richiedenti.

Non sono quindi mancati gli interventi pubblici che, con la concessione di garanzie statali, hanno aiutato aziende e privati cittadini nell’ottenimento di mutui e prestiti.

Di norma il soggetto erogatore, nella valutazione della somma finanziabile considera le spese mensili del richiedente, quali canoni di locazione, costi fissi (luce, acqua, gas), nonché le rate di altri finanziamenti già concessi.

Viene chiesta inoltre la dimostrazione di un reddito stabile, che potrà essere provato:

  • dalla busta paga in caso di lavoratore dipendente;
  • dalla dichiarazione dei redditi in caso di lavoratore autonomo;
  • dal cedolino della pensione per i pensionati.

Sovente, soprattutto quando a richiedere un finanziamento è un giovane, gli istituti di credito chiedono la prestazione di una garanzia da parte di un altro soggetto (che, nella maggior parte dei casi, è un genitore o un parente).

Il soggetto finanziatore, nell’istruzione della pratica di finanziamento, consulta le banche dati dove vengono raccolte le informazioni sui prestiti ottenuti dai privati. Qualora da detta consultazione risultasse una segnalazione negativa o a sofferenza, con elevata probabilità l’istituto di credito rigetterà la richiesta di finanziamento presentata.

2. Problematiche dell’accesso al credito tradizionale

Fornito un quadrò d’insieme del sistema creditizio nel nostro Paese, appare rilevante, ai fini della presente analisi, enucleare le principali motivazioni che rendono sempre più difficoltoso a privati ed aziende ottenere un finanziamento dagli istituti di credito tradizionali:

  1. reddito moderato: con l’aumentare del costo della vita e il mancato adeguamento dei salari al suddetto incremento, sono sempre più numerose le famiglie italiane che fanno fatica ad arrivare a fine mese. In conseguenza di ciò il merito creditizio risulterà modesto e la richiesta di finanziamento verrà respinta;
  2. attività lavorativa considerata instabile: costituisce fatto notorio la diminuzione dei contratti di lavoro “stabili”. In un mondo sempre più frenetico e mobile i lavori sono sempre meno “fissi” e di conseguenza il dogma del “tempo indeterminato” è sempre meno diffuso. Eppure per le banche costituisce ancora uno dei requisiti indispensabili;
  3. segnalazioni nelle banche dati: falliti, segnalati, protestati, soggetti sottoposti a pignoramenti o sequestri e società neocostituite; sono solo alcune tipologie di cc.dd. “cattivi pagatori” non ritenuti idonei alla concessione di un credito;
  4. ipoteche e cessioni del quinto: in alcuni casi l’istituto di credito chiede una garanzia per l’erogazione del finanziamento. Il beneficiario quindi, pur di ottenerlo, offre all’istituto una garanzia che può sostanziarsi nell’iscrizione ipotecaria nel caso di un mutuo o nella cessione di una parte dello stipendio (o del TFR) in caso di finanziamento.

3. Cos’è il “Crypto Credito

Come anticipato, la rivoluzione portata dalle criptovalute e dalla blockchain non ha risparmiato il settore del credito. Alcuni importanti exchange, infatti, si sono cimentati da qualche tempo nel cd. “Cryptocredit.”

Secondo il noto portale Cointelegraph.com[1] il Cryptocredit si fonda su un paradigma molto semplice: chi richiede un prestito può utilizzare le proprie criptovalute come garanzia per ottenere un finanziamento in moneta corrente (FIAT) o in stablecoin[2] ad un tasso di interesse convenuto con il soggetto erogatore.

Facciamo un esempio:

Tizio necessita di 7.000 euro per acquistare una vettura usata.

Purtroppo, non avendo onorato un precedente finanziamento, nessun istituto di credito è disponibile a concedergli il prestito richiesto.

Egli tuttavia possiede un Bitcoin[3] e lo mette a garanzia di una delle società che si occupa di Cryptocredit (e che verrà esaminata successivamente).

In seguito della stipula di un regolare contratto di finanziamento, indicante ovviamente anche i termini e modi di restituzione, dunque, Tizio otterrà in prestito i 7000 euro di cui aveva bisogno.

La portata rivoluzionaria dell’istituto in esame è sorprendente.

Nessuna valutazione sul merito creditizio, nessuna consultazione delle banche dati interbancarie, nessuna considerazione sul tipo di lavoro e sull’ammontare dello stipendio.

Certo, si potrebbe obiettare che se Tizio volesse proprio ottenere moneta corrente potrebbe vendere il suo bitcoin… ma siamo sicuri della convenienza di questa scelta?

Se Tizio avesse venduto il suo Bitcoin esattamente un mese fa e cioè l’8 ottobre 2020 avrebbe ricavato 9.269,73 €, contro i 12.861,93 € che potrebbe ricavare oggi: una differenza di oltre 3500 €, pari quindi alla metà dell’importo richiesto.

Appare evidente la sconvenienza di una simile operazione.

3.2 Cryptocredit di Binance e Crypto.com a confronto

Tra le innumerevoli piattaforme che si occupano di Crypto Credito troviamo due noti exchange: Binance e Crypto.com.

Binance è una delle piattaforme di conversione delle criptovalute più conosciute a livello globale (fino gennaio 2018 possedeva inoltre il maggior volume di scambi).

Crypto.com è una società fondata nel 2016 che si occupa di servizi finanziari legati al mondo delle criptovalute. Su di essa, infatti, è possibile scambiare criptovalute, investirle e, soprattutto, ottenere un cashback per le spese effettuate attraverso la carta VISA Crypto.com. Di recente la piattaforma ha festeggiato i suoi primi 5 milioni di utenti.

La funzione Cryptocredit di Binance prende il nome di Crypto Loans ed è disponibile anche in italiano.

Essa consente all’utente di ottenere una somma in prestito sotto forma di criptovaluta o di stablecoin, mettendo a garanzia Bitcoin o altre cryptocurrencies, per un importo aumentato del 50% rispetto a quanto richiesto.

Il termine del finanziamento può variare da 7 a 90 giorni con un tasso di interesse del 18% annuo circa.

La funzione Cryptocredit di Crypto.com è reperibile in italiano sull’app della piattaforma.

Come Binance, anche Crypto.com consente all’utente di ottenere in prestito criptovalute o stablecoin, mettendo a garanzia Bitcoin o altre Cryptocurrencies per un importo aumentato del 50% rispetto a quanto richiesto.

A differenza di Binance, però:

  • la durata del prestito da parte di Crypto.com può arrivare fino ad un anno;
  • sono previsti tassi di interesse generalmente più vantaggiosi;
  • è possibile vincolare almeno 25.000 token CRO alla piattaforma al fine di ottenere una riduzione delle commissioni (c.d. staking).

Precisamente, la commissione oscilla tra l’8% per chi effettuata lo staking dei CRO e il 12% per gli utenti tradizionali.

3.3 Pro e Contro del Cryptocredit

Ponendo il Crypto Credito in comparazione con il credito tradizionale, possiamo individuare molteplici pregi ma altresì numerosi svantaggi.

Tra i principali elementi a favore del Cryptocredit possiamo elencare:

  1. irrilevanza della situazione soggettiva del richiedente: alla piattaforma erogante il finanziamento non interessa né il reddito, né l’attività lavorativa, né tampoco l’età anagrafica o i trascorsi finanziari del richiedente il prestito;
  2. velocità di erogazione: il finanziamento viene erogato immediatamente dopo la richiesta;
  3. semplicità di proposizione della richiesta: bastano infatti pochi clic da casa per ottenere il prestito;
  4. assenza di spese istruttorie.

Tra gli svantaggi del Crypto Credito possiamo annoverare invece:

  1. tassi di interesse elevati: rispetto ad un normale mutuo ultraventennale il Cryptocredit ha dei tassi di interesse ben più elevati;
  2. durata: i crypto finanziamenti hanno una finestra temporale molto ristretta. Si va dai 90 giorni di Binance, ai 12 mesi di Crypto.com;
  3. garanzia: come detto è necessario conferire in garanzia delle criptovalute, per lo più Bitcoin, per un importo pari al doppio della cifra richiesta;
  4. necessità di conversione per i finanziamenti ottenuti tramite stablecoin: poiché non tutti gli esercizi commerciali sono pronti ad accettare pagamenti in criptovalute, nel caso in cui il prestito fosse erogato in stablecoin, potrebbe essere necessario convertirle in Euro.

CONCLUSIONE

La rivoluzione delle criptovalute e della blockchain non solo non accenna ad arrestarsi ma sta altresì coinvolgendo nuovi settori.

Anche il credito ai privati, come si è ampiamente avuto modo di osservare nel presente approfondimento, immutato da decenni, è stato “contaminato” dalle criptovalute ed è innegabile che ciò possa costituire:

  • sia una grande opportunità per tutte quelle persone che fino ad oggi hanno avuto problemi di accesso al credito tradizionale;
  • sia una nuova indispensabile branca del sapere, per numerosi professionisti (consulenti finanziari, assicuratori e broker fra tutti) per orientare i propri assistiti verso la scelta più idonea alle loro esigenze e tutelarli da eventi patologici del rapporto crypto creditizio.

NOTE

[1] CROWELL B. (2020), “Crypto Lending Explained”, Cointelegraph

[2] Cfr. compiutamente in BERTOLINI G. (2019), “CRIPTOVALUTE – Cosa sono”, Crypto Avvocato

[3] Secondo CoinMarketCap, alle 17:34 dell’08.11.2020, il valore del BTC è di € 12.993,46

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