
Come ogni emergenza, il Coronavirus può determinare gravi rischi ma altresì rilevanti opportunità per porre rimedio alle aberrazioni della nostra società.
E’ ovviamente spontaneo pensare anzitutto ai primi:
- diretti e indiretti (da collasso del SSN) per la salute fisica ed altresì per quella psicologica;

- per l’economia globale e nazionale, in ogni sua forma e manifestazione considerata la trasversalità dei divieti imposti dai Governi delle nazioni coinvolte.
Meno spontaneo ma certamente utile è pensare alle opportunità che possono derivarne.
Lo illustrò già nel 2007 il prof. Barbero, prendendo a riferimento addirittura la terribile epidemia di Peste che afflisse l’Europa nel 1300.
E’ evidente che una riflessione del genere, non intenda in alcun modo indurre a sottovalutare l’emergenza Coronavirus ma esclusivamente a valutare più puntualmente e positivamente il senso del sacrificio delle nostre libertà richiesto in questo momento e ciò che potrebbe derivarne.
E’ quindi anzitutto necessario evidenziare proprio i limiti imposti dal D.P.C.M 9 marzo 2020 a tutta l’Italia:
“I provvedimenti adottati dal Governo per contenere l’emergenza, prevedono controlli rigidi (…)
Rileveranno, in proposito, si legge nella direttiva del Ministero dell’Interno, elementi documentali comprovanti:
- l’effettiva sussistenza di esigenze lavorative, anche non indifferibili, a condizione naturalmente che l’attività lavorativa o professionale dell’interessato non rientri tra quelle sospese ai sensi delle vigenti disposizioni contenute nei diversi provvedimenti emanati per far fronte alla diffusione del COVID-19 (come, ad esempio, i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche di cui all’art. 1, comma 1, lett. h) del DPCM);
- ovvero di situazioni di necessità che, in sostanza, devono essere identificate in quelle ipotesi in cui lo spostamento è preordinato allo svolgimento di un’ attività indispensabile per tutelare un diritto primario non altrimenti efficacemente tutelabile;
- o motivi di salute che si devono identificare in quei casi in cui l’interessato deve spostarsi per sottoporsi a terapie o cure mediche non effettuabili nel comune di residenza o di domicilio.Nell’attività di controllo, si precisa nella predetta direttiva ministeriale, dovrà essere posta particolare attenzione al fine di garantire lo svolgimento dei servizi pubblici essenziali, fatto salvo quanto previsto relativamente all’istruzione, attività già sospesa dal d.P.C.M. in oggetto”.
Alla luce della dettagliata analisi pubblicata sul Quotidiano Giuridico di Wolters Kluwer dal Consigliere della Suprema Corte di Cassazione, dott. Alessio Scarcella, sorge spontanea anzitutto la seguente domanda: come dimostrare l’effettiva sussistenza di esigenze lavorative se si lavora in nero?
Il controllo da parte delle Autorità è sicuramente un rischio per l’azienda e il lavoratore coinvolto ma è invece un’opportunità per la collettività, al fine di indagare puntualmente lo status dell’economia e far emergere le innumerevoli situazioni parassitarie del sistema pubblico.
Rischio/opportunità connesso all’evasione fiscale complessivamente considerata che, è bene tenerlo a mente, al momento riguarda l’Italia per ben 110 miliardi di euro l’anno ma potrebbe riguardare ogni Paese europeo, come spiegano puntualmente i dati forniti dalla Commissione Europea.
Ulteriori opportunità potrebbero essere:
- l’impulso alla digitalizzazione delle attività;
- l’acquisizione di una maggiore consapevolezza politica e sociale, riguardo:
- all’importanza di un SSN prevalentemente pubblico e, dunque, alle conseguenze derivanti da continui tagli di budget ai servizi pubblici essenziali;
- all’importanza di distribuire la produzione e non concentrarla in un unico territorio, sia esso il nord Italia o la Cina;
- all’interconnessione esistente fra ognuno di noi al di là della conoscenza effettiva e dello status;
- all’impatto che le nostre attività hanno sull’ambiente, considerata la diminuzione di emissioni inquinanti in atmosfera rilevata in queste settimane;
- alla condizione di chi fugge dalla propria casa, in cerca di salvezza;
- all’importanza della famiglia e degli affetti, in particolare nei momenti di difficoltà; dunque del diritto di ognuno di noi a vivere e lavorare nella propria terra natia.
“Mi sento un profugo in questo momento”
Perché?!
“Perché stiamo scappando”
Cogliamo dunque le misure prese dal Governo non solo come necessarie ad evitare che il virus dilaghi, ma come un’opportunità per rimediare alle evidenti aberrazioni della nostra società.