Bitcoin
  € 6.665,29 (+6,32%)
Ethereum
  € 150,97 (+13,91%)
XRP
  € 0,18 (+7,40%)
Tether
  € 0,92 (-0,74%)
Bitcoin Cash
  € 231,43 (+8,24%)
Bitcoin SV
  € 176,12 (+9,55%)
Litecoin
  € 40,64 (+8,78%)
EOS
  € 2,48 (+13,59%)
Binance Coin
  € 13,67 (+8,81%)
Tezos
  € 1,69 (+8,57%)
~
Bitcoin
  € 6.665,29 (+6,32%)
Ethereum
  € 150,97 (+13,91%)
XRP
  € 0,18 (+7,40%)
Tether
  € 0,92 (-0,74%)
Bitcoin Cash
  € 231,43 (+8,24%)
Bitcoin SV
  € 176,12 (+9,55%)
Litecoin
  € 40,64 (+8,78%)
EOS
  € 2,48 (+13,59%)
Binance Coin
  € 13,67 (+8,81%)
Tezos
  € 1,69 (+8,57%)

TG TECNOLOGIA – 1/2020

19 Marzo 2020 -
TG TECNOLOGIA – 1/2020

TG TECNOLOGIA è l’appuntamento del giovedì con le news più rilevanti della settimana su Nuove Tecnologie, selezionate da Crypto Avvocato.

In considerazione dell’emergenza mondiale determinata dal Covid-19, si è ritenuto opportuno dedicare questo primo numero ai relativi risvolti tecnologici.

SOMMARIO

SORVEGLIANZA DI MASSA – Il Coronavirus potrebbe sdoganare definitivamente misure orwelliane

AI E RICONOSCIMENTO FACCIALE – Prosegue il piano Ue

DEEP FAKE – Il lato oscuro dell’intelligenza artificiale

REALTA’ VIRTUALE – Rivedere i defunti può avere risvolti tragici

STAMPANTI 3D – In Italia è guerra aperta alle speculazioni industriali e ai governi stranieri

SORVEGLIANZA DI MASSA – Il Coronavirus potrebbe sdoganare definitivamente misure orwelliane

Big data, contact tracing, geolocalizzazione, droni sono le tecnologie utilizzate in Corea del Sud per arginare il contagio dal virus e sembrano aver funzionato.

Il Garante privacy, Antonello Soro, intervistato dall’Ansa sulla possibilità di utilizzare la tecnologia per contrastare la pandemia, ha posto subito un limite invalicabile: “Mi sfugge l’utilità di una sorveglianza generalizzata alla quale non dovesse conseguire sia una gestione efficiente e trasparente di una mole così estesa di dati, sia un conseguente test diagnostico altrettanto generalizzato e sincronizzato”.

Poi Soro ha indicato in che modo si potrebbe far ricorso alla tecnologia per provare a contrastare il virus, ponendo precise condizioni: “Non esistono preclusioni assolute nei confronti di determinate misure in quanto tali. Vanno studiate però molto attentamente le modalità più opportune e proporzionate alle esigenze di prevenzione, senza cedere alla tentazione della scorciatoia tecnologia solo perché apparentemente più comoda, ma valutando attentamente benefici attesi e ‘costi’, anche in termini di sacrifici imposti alle nostre libertà”.

Dunque il dibattito è aperto ed è acceso come riportato da Key4Bitz.

Tra i principali sostenitori dell’introduzione in Italia delle tecnologie per contribuire a contrastare il virus c’è Matteo Renzi (Italia Viva), Alessandro Morelli (Lega) presidente della Commissione Tlc della Camera dei Deputati e il virologo Roberto Burioni.

Oltre alla lettura degli approfondimenti sulle tecnologie in questione, linkati nell’incipit, per far chiarezza sui rischi per le libertà fondamentali e gli ostacoli normativi che si frappongono, si consiglia l’approfondimento di Federica De Stefani, avvocato specializzato in diritto delle nuove tecnologie.

AI E RICONOSCIMENTO FACCIALE – Prosegue il piano Ue

Intanto, lo scorso 19 febbraio la Commissione europea ha pubblicato la strategia europea per i dati e il White Paper on Artificial Intelligence – A European approach to excellence and trust.

Come riportato da Raffaele Giarda a Wired, “l’Europa intende imporsi come leader nel settore delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale (Ai) come motore affidabile e scalabile di un contesto produttivo sempre più imperniato sull’economia dei dati.

Proprio con riferimento all’Ai, benché non si tratti di un documento vincolante, con questo white paper la Commissione ha chiarito i prossimi passaggi e le aree di interesse, lanciando altresì una consultazione pubblica, aperta a tutte le parti interessate fino al 31 maggio 2020.

Il white paper si occupa altresì dell’uso di tecnologie di riconoscimento facciale all’interno di spazi pubblici, un uso che negli ultimi mesi ha attirato l’attenzione dei media, dei governi, delle autorità di regolamentazione e del pubblico in generale, in particolar modo a seguito di nuovi utilizzi che stanno proliferando seppur con una supervisione limitata.

DEEP FAKE – Il lato oscuro dell’intelligenza artificiale

La tecnologia non è ne buona né cattiva ma talune si prestano più di altre ad usi impropri.

Fra quelli ai quali può prestarsi l’IA, vi sono i Deep Fake, ossia l’ultima frontiera delle Fake News.

Un problema molto grave e diffuso, considerato che secondo CBInsights, il 52% del traffico online (soprattutto nelle piattaforme social) è generato da Bots, ossia software costruiti ad hoc per fingersi esseri umani.

Nel settembre 2019 il tema era tornato prepotentemente al centro del dibattito per via del video manipolato su Matteo Renzi trasmesso da Striscia la Notizia. Il Sole 24 Ore, nell’interessante approfondimento che si riporta, ha provato a rispondere ad una fondamentale domanda: come vengono costruite le Deep/Fake News?

REALTA’ VIRTUALE – Rivedere i defunti può avere risvolti tragici

La Corea del Sud e più in generale l’Asia sono evidentemente al centro di importanti innovazioni tecnologiche. E’ altrettanto evidente tuttavia che esse debbano essere governate con diligenza e profondo senso etico affinché migliorino la nostra vita e non ne venga invece fatto un uso malevolo.

Prendiamo ad esempio la possibilità di rivedere i propri cari defunti; chi non la vorrebbe? E’ quanto accaduto in Corea del Sud a Jang Ji-sung, una madre che ha riabbracciato la figlia scomparsa all’età di sette anni a causa di una malattia incurabile.

La vicenda straziante, documentata sui giornali di tutto il globo e a cui è stato dedicato molto spazio anche in Italia, è stata resa possibile grazie a un uso innovativo di alcune tecnologie appartenenti al più vasto insieme della realtà virtuale.

Ciò su cui molti non si sono soffermati, a differenza di Alessio Foderi, sono le conseguenze negative che potrebbero derivarne.

STAMPANTI 3D – In Italia è guerra aperta alle speculazioni industriali e ai governi stranieri

Concludiamo questo primo appuntamento con un fulgido esempio di uso virtuoso della tecnologia.

L’emergenza sanitaria globale sta determinando gravi problemi al nostro Paese nell’approvvigionamento di risorse come mascherine e valvole respiratorie. Problemi aggravati peraltro dalla speculazione, dai blocchi delle esportazioni decisi da partner europei e addirittura dai sequestri di materiale già acquistato dall’Italia, da parte di Stati presunti alleati.

La risposta degli italiani? “dichiarare guerra” alle speculazioni industriali e ai governi stranieri armati di stampanti 3D.

Il moto di rivolta è partito da Brescia, con i FabLab attivati in tempi record per stampare valvole respiratorie di plastica esaurite e vendute all’assurdo prezzo di 10.000 $. Il risultato, prodotto al costo di 1,50 €, pare essere perfettamente identico ed è in fase di sperimentazione.

A distanza di pochi giorni il moto di rivolta ha infiammato anche Milazzo, dove sono state stampate in 3D le mascherine per l’ospedale.

L’appello, adesso, è rivolto a tutti i possessori di stampanti.

Se ti interessano le nostre tematiche e vuoi entrare a far parte del network, Contattaci.