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TG DIRITTO – 2/2020

24 Marzo 2020 -
TG DIRITTO – 2/2020

TG DIRITTO è l’appuntamento del martedì con le news più rilevanti della settimana sul mondo del Diritto, selezionate da Crypto Avvocato.

SOMMARIO

CIVILE – Rimborsi per viaggi e vacanze ai tempi del Coronavirus

COMMERCIALE E SOCIETARIO – Società Benefit: un nuovo modo di fare impresa

PENALE – Natura giuridica dei messaggi Whatsapp e reato di stampa clandestina a mezzo blog

PRIVACY – EDPD su video sorveglianza e trattamento dati durante l’emergenza

TRIBUTARIO – Chiarimenti dell’AE su interpelli e accertamenti esecutivi ex Decreto Cura Italia

CIVILE – Rimborsi per viaggi e vacanze ai tempi del Coronavirus

Mentre nel primo appuntamento del TG Diritto sono state indicate le coordinate per approfondire la complessa tematica delle clausole di forza maggiore, questa settimana si rimanda all’interessante articolo dell’avv. Laura Biarella sul più specifico tema dei viaggi e dei pacchetti turistici.

COMMERCIALE E SOCIETARIO – Società Benefit: un nuovo modo di fare impresa

L’emergenza che stiamo vivendo potrebbe dare ulteriore slancio al nuovo strumento giuridico previsto dalla legge di stabilità per l’anno 2016, art. 1, commi da 376 a 384 (legge 28 dicembre 2015, n.208), ossia le Società Benefit.

Trattasi di società che perseguono un duplice fine:

  • da una parte, la realizzazione di attività lucrative dirette a distribuire gli utili ai soci;
  • dall’altra, perseguire iniziative benefiche a favore di una vasta pluralità di portatori di interesse.

In altri termini, con tale previsione normativa le società di capitali hanno la possibilità di poter perseguire in modo congiunto e integrato finalità di lucro e di beneficio sociale, intenzionalmente e consapevolmente specificati nello statuto.

Finalità perseguita da Assobenefit, l’associazione nazionale per le società benefit nata nel dicembre 2018, anche per promuovere l’affermazione e la diffusione di buone prassi nell’esercizio di quanto previsto dalla legge istitutiva delle SB anche nella tutela degli interessi collettivi delle associate.

La normativa Benefit definisce i portatori di interesse in: persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni e altri portatori di interesse, che sono comunque coinvolti dall’attività di impresa.

La normativa prevede altresì l’obbligo per gli amministratori di bilanciare l’interesse dei soci (shareholder) con gli interessi degli stakeholders (comma 380 dell’a art. 1, L. n. 208/2015). 

In questo dettagliato approfondimento, la Rag. Comm. Maria Concetta Rizzo spiega:

1. Origini della Società Benefit
2. Definizione di Beneficio Comune
3. Elementi essenziali
4. La Società Benefit e l’inerenza dei costi

PENALE – Natura giuridica dei messaggi Whatsapp e reato di stampa clandestina a mezzo blog

I messaggi whatsApp così come gli sms conservati nella memoria di un apparecchio cellulare hanno natura di documenti ai sensi dell’art. 234 c.p.p., di tal che la relativa attività acquisitiva non soggiace alle regole stabilite per la corrispondenza, né tanto meno alla disciplina delle intercettazioni telefoniche (Cass. Pen., Sent. n. 1822/2020).

Integra la fattispecie di stampa clandestina con la conseguente sussistenza del fumus del delitto di cui alla L. n. 47 del 1948, art. 16 ed assoggettabilità a sequestro preventivo mediante oscuramento, il sito blog contestualmente colpito da analogo provvedimento di sequestro dell’autorità giudiziaria per il delitto di diffamazione (Cass. Pen., Sent. n. 3038/2020).

Per approfondimenti si rimanda ai casi esaminati dall’avv./prof. Michele Iaselli.

PRIVACY – EDPD su video sorveglianza e trattamento dati durante l’emergenza

La scorsa settimana sono state fornite le coordinate di riferimento per comprendere meglio le tecnologie utilizzabili per la c.d. sorveglianza di massa, in particolare big data, geo-localizzazione e droni, i rischi derivanti dal loro utilizzo indiscriminato e gli ostacoli normativi che si frappongono in Italia.

Allo scopo si presta tuttavia anche la video sorveglianza, ragion per cui è fondamentale comprenderne l’impatto.

L’analisi non può che fondarsi sulle Linee Guida emesse in materia dall’European Data Protection Board.

Il Board, in particolare, ha preso atto della massiccia diffusione di impianti/apparecchiature di videosorveglianza e, con essa, del fatto che queste tecnologie “possono limitare le possibilità di movimento e di utilizzo anonimo dei servizi” e, in generale, la possibilità di passare inosservati, per cui “le implicazioni per la protezione dei dati sono enormi”.

La videosorveglianza è divenuta “altamente performante grazie alla crescente implementazione dell’analisi video intelligente”, con lo sviluppo di tecniche sempre più intrusive e l’incremento dei rischi di utilizzi secondari e impropri.

Ne consegue, per il Board, che “rimanere anonimi e preservare la propria privacy è in generale sempre più difficile”.

Per questo la videosorveglianza non è da considerare automaticamente una necessità, quando siano disponibili altri mezzi per raggiungere lo scopo sottostante.

Diversamente – avverte il Board – si rischia un cambiamento culturale che porterà all’accettazione della mancanza di privacy come se fosse una condizione scontata, indiscutibile.

L’avv. Paolo Marini ha commentato dettagliatamente la versione 2.0 delle Linee Guida, pubblicata, in seguito a consultazione pubblica, il 29 gennaio 2020. Precisamente:

1. Il ruolo delle Linee guida
2. Perché le Linee guida sulla videosorveglianza
3. Videosorveglianza: campo di applicazione, basi giuridiche, ponderazione degli interessi in gioco
4. La divulgazione dei video
5. Quando gli impianti raccolgono e trattano dati sensibili
6. Trattamenti di dati biometrici
7. Diritti degli interessati e informative multi-livello
8. Conservazione e cancellazione delle registrazioni
9. Misure di sicurezza

Nel frattempo, per far fronte all’emergenza Covid-19 garantendo al contempo che le limitazioni delle libertà e della privacy siano proporzionate e confinate al periodo necessario, l’EDPB ha delineato chiaramente in una dichiarazione la propria posizione in merito alla liceità del trattamento:

  • dei dati personali, comprese le categorie particolari di dati, da parte di autorità pubbliche competenti (ad es. autorità sanitarie pubbliche);
  • nel contesto lavorativo;
  • dei dati delle telecomunicazioni, come i dati relativi all’ubicazione / localizzazione dei dispositivi mobili.

TRIBUTARIO – Chiarimenti dell’AE su interpelli e accertamenti esecutivi ex Decreto Cura Italia

Con le Circolari n. 4 e n. 5 del 20 marzo 2020, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito rispettivamente:

  • la trattazione degli interpelli nel periodo di sospensione dei termini in attuazione dell’articolo 67 del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18;
  • i termini per il pagamento degli importi da accertamenti esecutivi, ai sensi dell’articolo 29 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, a seguito dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui agli articoli 83 e 68 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18.

Relativamente alla prima questione, il secondo periodo del comma 1 del suddetto articolo 67 dispone la sospensione dall’8 marzo al 31 maggio del 2020 dei termini per fornire risposta alle istanze di interpello presentate dai contribuenti, ivi comprese quelle da rendere a seguito della presentazione della documentazione integrativa.

Sempre per il periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, inoltre, è prevista la sospensione del termine per la regolarizzazione delle istanze di interpello sopra menzionate.

Per tutte le istanze di interpello di cui al comma 1, presentate nel periodo di sospensione (dall’8 marzo al 31 maggio 2020), i termini per la notifica della risposta previsti dalle relative disposizioni, nonché di quello previsto per la relativa regolarizzazione, iniziano a decorrere dal primo giorno del mese successivo al termine del periodo di sospensione (1° giugno 2020).

Infine, è previsto che, durante il periodo di sospensione, la presentazione delle predette istanze di interpello e di consulenza giuridica, possa avvenire esclusivamente per via telematica attraverso l’impiego di posta elettronica certificata di cui al d.P.R. n. 68 del 2005, ovvero, per i soggetti non residenti che non si avvalgono di un domiciliatario nel territorio dello Stato.

Relativamente alla seconda questione, l’articolo 83, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 ha disposto la sospensione dal 9 marzo al 15 aprile 2020 del termine per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie.

Ne consegue che, per gli avvisi di accertamento cosiddetti esecutivi, il cui termine per la presentazione del ricorso era ancora pendente alla data del 9 marzo resta sospeso anche il relativo termine di pagamento e lo stesso ricomincia a decorrere dal 16 aprile.

Inoltre, per gli avvisi notificati nel predetto intervallo temporale, l’inizio del decorso del termine per ricorrere, nonché del termine per il pagamento è differito alla fine del periodo di sospensione.

L’Agenzia ritiene di escludere, anche per ragioni di ordine sistematico, che agli avvisi di accertamento emessi ai sensi dell’articolo 29 del decreto-legge 31 maggio 2010, n 78 si applichi la sospensione dei termini per il versamento recata dall’articolo 68 del citato decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, rubricato «Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione».

Inoltre, la sospensione del termine per i versamenti derivanti dagli «avvisi previsti dall’art. 29 del DL n. 78 del 2010», cui fa riferimento l’articolo 68, va riferita solo ai termini per il versamento degli importi degli avvisi di accertamento esecutivo dovuti successivamente all’affidamento in carico all’agente della riscossione degli importi non pagati, ai sensi della citata lettera b) dell’articolo 29 del D.L. n. 78 del 2010.

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