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CYBERCRIME – GUIDA 2: come difendersi

19 Luglio 2019 -
CYBERCRIME – GUIDA 2: come difendersi

Una raccolta di consigli su come difendersi da un cybercrime, sia per chi ne è stato già vittima sia per chi volesse evitare di esserlo in futuro.

Verifica che il dominio del sito al quale hai acceduto sia effettivamente quello corretto. Piccole variazioni (. , ‘ ” – ) possono fare la differenza fra un sito ufficiale e uno fake.

Ricorda che una testata giornalistica, una banca, il tuo avvocato ecc., non ti chiederanno mai dei soldi per mezzo di una mail o di compilare un form on line per effettuare un investimento.

Prima di usare un servizio di qualsiasi genere, leggi, molto attentamente, i termini e le condizioni;

Nel creare un account utilizza password complesse, possibilmente diverse da quelle degli altri in tuo possesso. Ridurrai il rischio che un malintenzionato, violando un account, possa accedere a tutta la tua vita digitale.

Diffida delle persone che prospettano la possibilità di facili guadagni e non fornire mai a nessuno informazioni attraverso le quali sia possibile accedere ai tuoi conti (es. la chiave privata del wallet).

Tieni presente che i servizi di assistenza delle piattaforme on line sono accessibili esclusivamente attraverso sezioni interne, solitamente contrassegnate dal simbolo “?”.

I malfattori, invece, invitano ad essere contattati su Messanger, Whatsapp e Telegram, per mantenere nascoste le proprie conversazioni.

Dunque, STANNE LONTANO e SEGNALALI subito a Facebook.

Se dovessi avere una curiosità, rivolgiti ad un professionista; chiedere l’ “aiuto del pubblico” con post su gruppi Facebook potrebbe esporti a tentativi di raggiro.

Esistono infatti miriadi di gruppi Facebook, chat Telegram, siti Internet, blog ecc. gestiti da sedicenti esperti che spesso, nella migliore delle ipotesi offrono consigli senza avere le competenze per darli, nella peggiore celano intenzioni malevole.

Non per questo bisogna generalizzare e dedurre automaticamente che chi usa questi canali social è un truffatore o un ladro.

È solo necessario avere molta prudenza nell’entrare in contatto con altri utenti nella realtà virtuale e procedere preliminarmente ad un esame accurato dei profili, anzitutto Facebook e Linkedin, per valutarne l’attendibilità.

Una foto profilo chiara, un buon numero di amici, una home attiva con una lunga sequela di contenuti propri e non meramente link di siti esterni senza alcun commento critico, possono essere indizi positivi circa la corrispondenza fra identità virtuale e reale ma non sufficienti a ritenere di per sé validi i consigli ricevuti.

Starà infatti sempre soltanto a te, alla tua accortezza e competenza, dedurre se una proposta/consiglio sia effettivamente corretta o no.

Qualora non ti senta in grado di valutare, chiedere aiuto con un post pubblico sui gruppi potrebbe non essere una buona scelta perché anzitutto:

  • Facebook non è “Chi vuol essere milionario” con l’aiuto del pubblico;
  • inoltre il consenso non rende automaticamente giusta una risposta se proviene da incompetenti;
  • infine, questa prassi potrebbe esporti alle mire di malintenzionati.

Se possibile, quindi, chiedi consiglio ad un professionista, individuandolo con i criteri accennati, anche a più d’uno per valutarne l’attendibilità…la prudenza in questo ambito non è mai troppa.

Se sei stato vittima di un reato on line, sporgi querela alla polizia postale, anche attraverso il form disponibile al loro sito web come chiaramente esplicato qui.

Oppure recati direttamente presso il commissariato di polizia più vicino a casa tua.

Esempi di truffa

Su segnalazione degli utenti, sono stati raccolti in Crypto Crime, con la denominazione “Caso”.

L’elenco verrà aggiornato con ogni nuovo caso e anche tu puoi contribuire, inviando a Crypto Avvocato screen shot, link o anche solo chiedendo un’opinione in merito a una proposta ricevuta.