TG TECNOPOLITICA – 2/2020

27 Marzo 2020 -
TG TECNOPOLITICA – 2/2020

TG TECNOPOLITICA è l’appuntamento del venerdì con le news più rilevanti della settimana sul rapporto fra innovazione tecnologica, etica, politica e relazioni internazionali, selezionate da Crypto Avvocato.

SOMMARIO

1. GUERRA FREDDA – Chi vincerà fra USA e Cina secondo Eurasia Group

2. EUROPA – Timori per la “diplomazia del Coronavirus” di Pechino

3. RUSSIA – E’ iniziata una nuova campagna di disinformazione

4. BIG TECH – Insidiano la Democrazia anche attraverso la beneficenza

5. INTELLIGENCE – La pandemia impone nuovi approcci e modelli organizzativi

6. COPASIR – Urge la nomina di un’autorità delegata esclusivamente alla sicurezza del Paese

1. GUERRA FREDDA – Chi vincerà fra USA e Cina secondo Eurasia Group

Eurasia Group è un’importante società di consulenza strategica, fondata e presieduta dal politologo americano Ian Bremmer.

Nel gennaio 2020 la società aveva pubblicato il report con i Top-Ten Risks del 2020 e il 19 marzo l’ha aggiornato all’emergenza Covid-19.

Come evidenziato compiutamente da Francesco Bechis su Formiche.net, le considerazioni inizialmente espresse nel report, in merito:

  • ai rischi per l’amministrazione Trump, insediata dai democratici guidati Barney Sanders;
  • all’inasprimento della guerra fredda con fra USA e Cina:
    • commerciale a causa della necessità da parte degli USA di rivalutarne la dipendenza produttiva e di approvvigionamento per fronteggiare future crisi;
    • diplomatica a causa della sempre maggiore insinuazione di Pechino nel vecchio Continente, anche sotto il profilo tecnologico;
  • all’acuirsi dell’instabilità medio orientale, in particolare in Iran;
  • ai rischi sanitari in India, che ha una densità abitativa ben maggiore di quella cinese;
  • alle ripercussioni sull’ambiente, già nell’immediato considerato che gli Stati stanno dirottando tutte le proprie risorse sul sostegno all’economia, ma sopratutto dopo la crisi, qualora si tentasse, come dopo ogni precedente crisi, di recuperare il terreno perduto senza badare alle conseguenze ambientali;

non sono cambiate ma ne è stata ampliata portata e gravità.

2. EUROPA – Timori per la “diplomazia del Coronavirus” di Pechino

In merito agli aspetti diplomatici della Guerra Fredda fra USA e Cina, lo scorso 23 marzo, Josep Borrell, capo della diplomazia europea, ha dichiarato: “Dobbiamo essere consapevoli che [nella battaglia contro il Covid-19] c’è una componente geopolitica”. Ciò include sia la “lotta di narrative” tra i grandi attori globali sia la “politica della generosità”.

In particolare, secondo Borrell, inviando materiale sanitario e preziosi medici con esperienza diretta sul campo, la Cina sta cercando di far passare in modo aggressivo il messaggio che lei è un partner maggiormente affidabile degli Stati Uniti, che invece chiudono le frontiere e interrompono i voli.

Come dettagliatamente esplicato da Emanuele Scimia su AsiaNews.it, le istituzioni europee temono più in generale che la Cina usi il suo potenziale economico, in particolare il gigantesco piano di investimenti infrastrutturali denominato Belt and Road Initiative (Bri) o Nuova via della seta, per allineare i membri più vulnerabili della U.e. alla sua agenda geopolitica, indebolendo così l’unità europea.

Non a caso Pechino, fino ad ora, ha utilizzato in Europa lo stesso schema che utilizza per regolare (a proprio favore) le dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale, ossia non coordinarsi direttamente con la Commissione europea per la gestione degli aiuti ma trattare in modo diretto con i singoli Stati.

In questo senso, la “Health Silk Road” proposta dal presidente cinese Xi Jinping in un colloquio con il premier italiano Giuseppe Conte rischia di essere vista dalle istituzioni europee come un nuovo grimaldello per dividere l’Unione e guadagnare ancora più influenza tra le sue nazioni.

3. RUSSIA – E’ iniziata una nuova campagna di disinformazione

Nel frattempo l’Europa non trascura comunque di accusare anche la Russia, ritenendo la Internet Research Agency ossia la famigerata “fabbrica di troll e fake news” con sede a San Pietroburgo, la grande responsabile dell’ondata di false informazioni che sta travolgendo i social network in queste settimane.

L’accusa, sarebbe contenuta in un recente report stilato dal Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE) e visionato da Reuters.

Il condizionale è d’obbligo poiché del documento non si rinviene traccia in Rete, ragion per cui allo stato attuale si può far affidamento esclusivamente sull’analisi di Reuters e ri-condivisa pedissequamente da molteplici altre testate.

Una solerzia / accondiscendenza che certamente non è rinvenibile nei confronti delle fake news statunitensi, come quella della Trumpiana Fox News, secondo cui “L’intelligence USA avvisó il governo italiano a dicembre del rischio pandemia”, di cui abbiamo parlato nello scorso TG.

4. BIG TECH – Insidiano la Democrazia anche attraverso la beneficenza

Lotte per l’egemonia globale, cyber guerra asimmetrica e sorveglianza di massa, digitalizzazione del capitalismo, criptovalute, Bitcoin vs Libra.

Nel TG Tecnopolitica della scorsa settimana sono state fornite le coordinate di riferimento per analizzare queste complesse tematiche, apparentemente slegate fra loro ma invece perfettamente incastonabili per comporre lo scacchiere globale e le strategie che le super potenze tecnologiche stanno ponendo in essere da anni per accaparrarsi l’egemonia su un globo prossimo al collasso.

Di questi temi ma altresì di sovranità tecnologica dell’Unione Europea e dell’importanza in Italia del Fondo Nazionale Innovazione, previsto nella Legge di Bilancio del 2019, di smart cities e valutazione economica delle aziende digitali come Uber, ha parlato recentemente anche il sociologo bielorusso e saggista di fama internazionale Evgeny Morozov, durante la lezione in video conferenza per il Master in Intelligence dell’Università della Calabria.

L’intervento a tutto tondo di Morovoz ha messo in risalto:

  • le ipocrisie e i contrasti “silenti” interni all’Occidente, invero già ampiamente emersi durante la recente Conferenza di Monaco;
  • le insidie per la democrazia in generale, ma sopratutto per quelle dei paesi tecnologicamente semi-periferici come l’Italia, che possono derivare dallo stra potere delle grandi aziende tecnologiche, tanto più qualora su di esse si faccia affidamento per:
    • la comunicazione politica;
    • lo smart working;
    • la didattica;

come in questo periodo, illudendosi o più gravemente fingendo – come evidenziato da Antonio Dini su mycitynet.it – che si tratti di beneficenza / solidarietà e non invece di un’offerta commerciale e tecnopolitica, che mira:

  • a far adottare il servizio a pagamento quando l’emergenza terminerà;
  • acquisire dati in campi ancora inesplorati.

5. INTELLIGENCE – La pandemia impone nuovi approcci e modelli organizzativi

Secondo Antonio Teti – responsabile del settore Sistemi Informativi e Innovazione Tecnologica – Area Servizi Informatici dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara – anche le stesse modalità dell’intelligence si stanno evolvendo per far fronte all’emergenza e a quelle future, di tenore simile, che dovessero eventualmente verificarsi, ma fino ad un certo punto.

Su Formiche.net, Teti evidenzia infatti che il lavoro degli Intelligence Officer si basa molto su contatti personali e diretti con le fonti e su una interazione “de visu” finalizzata alle conduzione di operazioni di reclutamento.

Non sarebbe quindi un caso se la pandemia sta rallentando in maniera consistente il numero e le tipologie di attività di spionaggio delle strutture governative di intelligence, come nel caso degli Stati Uniti, le cui agenzie, secondo alcune fonti interne, stanno impiegando i case officers per reclutare fonti straniere al fine di acquisire informazioni sulle origini e sul contrasto alla diffusione del Covid-19. 

Lo smart working, peraltro, risulterebbe un’assoluta utopia per questo tipo di attività a causa degli esorbitanti costi di installazione di idonee apparecchiature presso le residenze degli operatori e dei rischi di sicurezza per le informazioni in mancanza di capillare controllo.

Oltre a tali criticità, Teti ha sottolineato come la pandemia stia influenzando anche la scelta degli obiettivi e delle aree di interesse delle agenzie di intelligence di tutto il mondo, con un particolare riferimento a quelle statunitensi. 

6. COPASIR – Urge la nomina di un’autorità delegata esclusivamente alla sicurezza del Paese

La complessità e rapida evoluzione degli scenari descritti, unitamente alla considerazione che il premier Giuseppe Conte non possa dedicare la necessaria attenzione agli appuntamenti per la sicurezza del Paese, sono alla base della richiesta di nominare un’autorità delegata esclusivamente a tale funzione – preferibilmente un ministro senza portafoglio o un sottosegretario – avanzata dapprima dal vicepresidente del Copasir Adolfo Urso e più recentemente ribadita dal presidente Raffaele Volpi.

Per il pres. Volpi, l’occasione per esternare pubblicamente la propria posizione, è stata la lezione che ha tenuto in videoconferenza al Master in Intelligence dell’Università dell Calabria, di cui si è già detto.

In particolare, il pres. Volpi ha affermato che, per far fronte alle crescenti minacce globali, c’è bisogno tanto di un adeguamento della Legge di riforma dell’intelligence del 2007 quanto di sviluppare e integrare una cultura dell’intelligence, della difesa e della politica estera,

“perché è su questi temi che il nostro Paese potrà svolgere un ruolo da protagonista o da spettatore”.

Se necessiti di assistenza o vuoi far parte del network, Contattaci.

Lascia un commento