TG DIRITTO – 1/2020

17 Marzo 2020 -
TG DIRITTO – 1/2020

TG DIRITTO è l’appuntamento del martedì con le news più rilevanti della settimana sul mondo del Diritto, selezionate da Crypto Avvocato.

In considerazione dell’emergenza mondiale determinata dal Covid-19, si è ritenuto opportuno dedicare questo primo numero alle relative ricadute giuridiche.

SOMMARIO

CIVILE – Applicazione ai contratti della clausola di forza maggiore

COMMERCIALE E SOCIETARIO – La non fallibilità delle start up innovative

PENALE – Reati configurabili in caso di violazione della circolare del Viminale

PRIVACY – Indicazioni del Garante per tutelare i dati personali sui luoghi di lavoro

TRIBUTARIO – Effetti dell’emergenza sanitaria sulla giustizia tributaria e possibili rimedi

CIVILE – Applicazione ai contratti della clausola di forza maggiore

Al COVID-19 è legato l’annullamento di numerosi contratti, sia che si tratti di forniture fisiche sia, ad esempio, di eventi fieristici. Ciò ha innescato un effetto domino che coinvolge l’intera economia mondiale e acceso i riflettori sulle clausole di forza maggiore.

Marco Torsello, socio Arblit e docente di diritto privato comparato all’Università di Verona, ha spiegato il funzionamento e l’attivazione di questo particolare elemento contrattuale mentre l’avv. Mariangela Balestra, del Foro di Bologna, è intervenuta in merito ai contratti internazionali.

COMMERCIALE E SOCIETARIO – La non fallibilità delle start up innovative

Trib. Genova, proc. esecutiva fallimentare num. 3 del 2019 – G.U. Lucca

Massima non ufficiale: “Il quinquennio di esenzione dalle procedure concorsuali, che il legislatore ha previsto a vantaggio delle start up innovative, decorre dal giorno della costituzione della società, non già da quello dell’iscrizione nella Sezione speciale del Registro delle Imprese.Prima del decorso di detto termine, la società può solamente essere sottoposta alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento. Per accertare che quest’ultima sia stata avviata in un momento antecedente al decorso dei cinque anni, si tiene in considerazione il momento di effettiva instaurazione della procedura, non quello della richiesta di nomina del gestore della crisi. Tale richiesta, infatti, dà avvio ad una fase meramente eventuale e prodromica alla successiva procedura da sovraindebitamento”.

Per approfondimenti si rimanda alla dettagliata analisi dell’autrice della massima, la dott.ssa Chiara Alessio.

PENALE – Reati configurabili in caso di violazione della circolare del Viminale

In data 8 marzo 2020, il Ministro dell’Interno ha adottato la direttiva ai Prefetti per l’attuazione dei controlli nelle “aree a contenimento rafforzato”.

“A chi vìola le norme sugli spostamenti è applicabile l’art. 650 c.p. (pena prevista arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro) salvo che non si possa configurare l’ipotesi più grave dell’art. 452 c.p. (delitti colposi contro la salute pubblica che prevede fino a 12 anni di carcere)”. 

Per approfondimenti si rimanda all’analisi del dott. Alessio Scarcella – Consigliere della Corte Suprema di Cassazione.

PRIVACY – Indicazioni del Garante per tutelare i dati personali sui luoghi di lavoro

In virtù della normativa emergenziale adottata, chiunque negli ultimi 14 gg abbia soggiornato nelle zone a rischio epidemiologico, nonché nei comuni individuati dalle più recenti disposizioni normative, deve comunicarlo all’azienda sanitaria territoriale, anche per il tramite del medico di base, che provvederà agli accertamenti previsti come, ad esempio, l’isolamento fiduciario.

I lavoratori devono inoltre segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro (indicazioni operativi precise sono state emanate dal Ministro per la pubblica amministrazione per chi opera a vario titolo presso la P.A.).

Nel caso in cui, nel corso dell’attività lavorativa, il dipendente che svolge mansioni a contatto con il pubblico (es. URP, prestazioni allo sportello) venga in relazione con un caso sospetto di Coronavirus, lo stesso, anche tramite il datore di lavoro, provvederà a comunicare la circostanza ai servizi sanitari competenti e ad attenersi alle indicazioni di prevenzione fornite dagli operatori sanitari interpellati.

Alla luce di tale quadro, l’Autorità Garante ha delineato chiaramente obblighi e limiti a carico del datore di lavoro, al fine di dirimere i numerosi quesiti posti da soggetti pubblici e privati. In particolare, è stato chiarito se, all’atto della registrazione di visitatori e utenti, sia possibile:

  • raccogliere informazioni circa la presenza di sintomi da Coronavirus e notizie sugli ultimi spostamenti, come misura di prevenzione dal contagio?
  • acquisire una “autodichiarazione” da parte dei dipendenti in ordine all’assenza di sintomi influenzali, e vicende relative alla sfera privata?

Secondo il Garante, i datori di lavoro devono astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa.

La finalità di prevenzione dalla diffusione del Coronavirus deve infatti essere svolta da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato, precisamente gli operatori sanitari e gli incaricati dalla protezione civile.

Il datore di lavoro può semmai invitare i propri dipendenti a fare, ove necessario, le dovute comunicazioni e può agevolare le modalità di inoltro delle stesse, anche predisponendo canali dedicati.

Permangono altresì i compiti del datore di lavoro relativi alla necessità di comunicare agli organi preposti l’eventuale variazione del rischio “biologico” derivante dal Coronavirus per la salute sul posto di lavoro e gli altri adempimenti connessi alla sorveglianza sanitaria sui lavoratori per il tramite del medico competente, come, ad esempio, la possibilità di sottoporre a una visita straordinaria i lavoratori più esposti.

TRIBUTARIO – Effetti dell’emergenza sanitaria sulla giustizia tributaria e possibili rimedi

Secondo l’avv. Leonardo Leo, il Decreto Legge 8 marzo 2020, n. 11 ha un impatto pressoché inesistente in ambito tributario, atteso che continuano a decorrere regolarmente tutti i termini di decadenza che caratterizzano il processo tributario (si pensi, ad. esempio, al termine di 60 gg. per proporre ricorso in Commissione Tributaria Provinciale). Nell’articolo, però, si avanzano anche delle possibili soluzioni per scongiurare il rischio che, da un’applicazione letterale del decreto, risultino lesi i diritti dei contribuenti.

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