CASO FILEX – La truffa all’ombra di Filecoin

8 Aprile 2021 -

Filex si presenta come piattaforma per il cloud mining e il trading della criptovaluta Filecoin ma è sprovvista dei minimi requisiti di operatività e trasparenza.

E’ stata consigliata ad alcuni Clienti di Crypto Avvocato per effettuare un investimento.

Fortunatamente, prima di procedere, i Clienti ci hanno contattati per un parere.

In seguito ad una breve analisi, ho rilevato che:

  • all’indirizzo https://filex.plus/ è attiva una presunta piattaforma per il trading Filecoin / USDT;
  • all’indirizzo https://filexsupport.zendesk.com/hc/zh-cn è presente una policy sull’utilizzo della piattaforma più idonea a circuire la volontà degli utenti che a produrre effetti poiché del tutto generica ed inefficace. In nessuna parte del sito, infatti, si rinvengono informazioni utili ad identificare società, titolari, fori competenti ecc.;
  • non è noto chi governi Filex-1, né se abbia alcun legale con l’altra piattaforma poc’anzi indicata né tantomeno se effettui realmente cloud mining;
  • i soggetti che propongono gli investimenti in Filex si presentano come networker del progetto ed indicano generalmente agli Utenti la prima piattaforma come punto di riferimento principale e il profilo Filex-1 sull’explorer di Filecoin a riprova della sua validità;
  • le identità di questi soggetti non sono sempre note agli Utenti, poiché generalmente di avvalgono di nick name su canali Telegram e/o lending page come MiningFil.com, sprovviste di qualsivoglia indicazione su società, titolari, sede, P.IVA / VAT. e contenenti esclusivamente indicazioni (scritte e/o video) relative alle procedure di registrazione e pagamento;
  • in data 18.04.2021 la pagina MiningFil.com risulta essere stata disattivata dall’amministratore ma, fino a pochi giorni prima conteneva un video accompagnato da voce femminile in cui veniva esplicato come registrarsi su Binance, accreditare euro, convertirli in USDT o altre criptovalute ed inviarli al presunto wallet Finex per acquistare non meglio specificati contratti di cloud mining che avrebbero garantito ingenti guadagni.

L’esame complessivo del caso Filex induce a ritenere che il network marketing non c’entri nulla ma si tratti piuttosto di una vera e propria rete criminale che intende sfruttare l’ennesimo hype del mercato crypto unitamente alla scarsa propensione all’indagine dell’Utente medio del web, per truffare.

In altri termini, pur rimanendo evidenti le criticità delle piattaforme esaminate, i promotori degli investimenti potrebbero non avere alcun legale con esse ed utilizzarle esclusivamente come espediente della loro narrazione fraudolenta.

Tali condotte potrebbero quindi configurare il reato di truffa aggravata dall’uso di strumenti informatici, di cui agli artt. 640 c.p. e 61 n. 5 c.p. (cfr. compiutamente qui) e, qualora si dimostrasse la cooperazione fra gli autori, anche l’associazione per delinquere ex art. 416 c. p..

Quand’anche le piattaforme fossero legittime, l’attività sin qui descritta integrerebbe comunque il reato di abusiva attività finanziaria ex art. 132 T. U. B..

ESEMPI DI TRUFFA

Nella sezione Crime, con la denominazione “Caso” sono presenti diversi esempi di truffa.

L’elenco verrà aggiornato con ogni nuovo caso e anche tu puoi contribuire, inviando a Crypto Avvocato screenshot, link o anche solo chiedendo un’opinione in merito a una proposta ricevuta.

Per comprendere cos’è il reato di truffa, si consiglia la lettura di apposito approfondimento.

COME DIFENDERSI

In questo articolo sono stati raccolti alcuni consigli utili.

COMMISSARIATO DI PUBBLICA SICUREZZA ONLINE

E’ possibile segnalare attività sospette e reati informatici anche online, mediante il sito web della polizia postale.

PERCHÉ AVVALERSI DI UN ESPERTO

Le Autorità non sono pienamente coscienti della portata di questi fenomeni perché nella maggior parte dei casi le vittime non sporgono querela.

I motivi sono principalmente i seguenti:

  1. sfiducia nei confronti delle istituzioni;
  2. mancanza di fondi o volontà per farsi assistere da professionisti nella ricostruzione dell’accaduto, nella redazione della querela e nell’effettuazione di indagini private a supporto dell’attività degli inquirenti italiani ed internazionali.

E’ bene precisare, infatti, che ex art. 336 c.p.p., la querela potrebbe anche essere sporta oralmente, entro 90 gg. dal reato, presso il commissariato di polizia più vicino ma

è un atto che richiede precise formalità e ricostruire una vicenda così complessa oralmente e in mancanza di una puntuale documentazione, potrebbe non solo risultare estenuante per tutti i soggetti coinvolti ma altresì inutile.

Ciò potrebbe determinare talvolta gli ufficiali stessi a dissuadere le vittime dal sporgere querela.

L’assistenza di un professionista è consigliata altresì per l’accesso che egli può garantire al Portale Telematico del Ministero della Giustizia, per il deposito e l’interazione semplificata con le Autorità.

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