BITGRAIL – Crypto Avvocato sul caso dell’exchange italiano

11 Dicembre 2019 - and

Crypto Avvocato ha composto un team di professionisti per assistere gli utenti nelle procedure fallimentari delle società che gestivano l’exchange Bitgrail.

In seguito a complesse indagini, volte alla ricostruzione del credito, le domande di insinuazione al passivo dei nostri Clienti sono state ritenute tempestive e sono state pienamente accolte.

Di seguito si esplicherà quanto accaduto e lo stato di avanzamento dei procedimenti fallimentari.

SOMMARIO

1. Ricostruzione del caso

2. Status delle procedure fallimentari

3. Dichiarazioni di Francesco Firano

1. Ricostruzione del caso

Balzato agli onori della cronaca come l’ “MT GOX italiano”, Bitgrail era un exchange per criptovalute gestito da due società italiane, la WebCoin Solutions di Francesco Firano e la BG Services S.r.l..

Come il corrispettivo giapponese, infatti, anche Bitgrail è andato in contro a una dichiarazione di fallimento, pronunciata questa volta con doppia sentenza dal tribunale di Firenze, per un ammanco di 12 milioni di criptovalute NANO pari, nel febbraio 2018, a 120 milioni di euro circa.

La denuncia della sottrazione illecita è stata effettuata, a quel tempo, dallo stesso dott. Francesco Firano.

In seguito alla tempestiva richiesta da parte della Procura della Repubblica di Firenze, il Tribunale fallimentare ha disposto il sequestro dei fondi residui, precisamente:

  • 2.345 bitcoin e 4 milioni di Nano delle società (dal valore approssimativo, a quel tempo, di 36 milioni di euro);
  • circa 170 bitcoin e oltre 500.000 euro di Francesco Firano.

Il Tribunale fallimentare ha disposto quindi una consulenza tecnica (Ctu), da cui è emerso che gli ammanchi erano iniziati già nel maggio 2017.

Firano ha sempre sostenuto che le indebite sottrazioni erano state possibili a causa di un problema software della piattaforma, scoperto nel febbraio 2018.

Era quindi intervenuta la Polizia Postale, per ricostruire i movimenti della piattaforma.

E’ stato accertato anzitutto che i profitti di Bitgrail, tra il novembre 2017 e il gennaio 2018, sono stati pari a circa 2 milioni di euro, di cui i tre quarti per le commissioni sugli scambi e il rimanente per i prelievi effettuati.

Bitgrail non aveva saputo gestire la reiterazione delle medesime richieste, ammettendo dunque multipli prelievi degli utenti e provocando conseguentemente l’ammanco.

Il Tribunale ha inquadrato il rapporto tra l’utente e Bitgrail quale deposito irregolare, con debito della società e della ditta individuale, entrambe soggette a fallimento, nei confronti degli utenti:

  • Webcoin Solutions di Firano Francesco RGF n. 15/2019;
  • BG Services s.r.l. RGF n. 16/2019.

La Corte ha inoltre sancito che, anche qualora il fatto dovesse essere qualificato come deposito regolare, non verrebbe meno la responsabilità, essendo la perdita avvenuta per fatto imputabile al debitore e, in ogni caso, essendo mancata la tempestiva denuncia al depositante.

In altri termini, pur variando la gravità dell’imputazione, dalla negligenza alla truffa, persisterebbe la responsabilità della società e della ditta individuale.

Tali aspetti, in particolare che la piattaforma Bitgrail gestiva “in monte” e “indistintamente” le criptovalute affidatele dai clienti, sono stati confermati anche dalla Corte d’Appello di Firenze.

In altri termini, la piattaforma Bitgrail operava come una banca con i depositi di denaro effettuati dai depositanti.

2. Status delle procedure fallimentari

Nel maggio/giugno 2019, le procedure fallimentari sono state affidate ai Curatori Dott. Gian Pietro Castaldi e Avv. Tommaso Ariani, i quali hanno reso noti tutti i principali avvicendamenti sul caso “Bitgrail” pubblicando gli avvisi, i rapporti riepilogativi ex art. 33 L.F. e tutti gli adempimenti rituali previsti per le procedure iscritte ai nn. 15/2019 e 16/2019, sul sito web www.bitgrail.com.

La prima udienza per l’esame dello stato passivo nella procedura fallimentare di WebCoin Solutions di Francesco Firano era stata fissata per il giorno 24.09.2019 ore 10:30 presso il Tribunale di Firenze davanti al G.D. Dott.ssa Silvia Governatori.

L’udienza per l’esame dello stato passivo nella procedura fallimentare di BG SERVICES SRL era stata fissata per il giorno 07.10.2019 ore 09:00 presso il Tribunale di Firenze davanti al G.D. Dott. Cristian Soscia.

Tuttavia, le procedure hanno affrontato una grave difficoltà, ossia quella di identificare correttamente gli utenti/creditori per l’insinuazione al passivo, a causa del fatto che la piattaforma non eseguiva alcun genere di controllo in merito alla identità del registrante, né teneva alcuna traccia degli indirizzi IP utilizzati in fase di registrazione o per le operazioni (cfr. relazione ex art. 33 L.F. a firma dei Curatori).

Sul piano giuridico e processuale, occorre infatti precisare che la dichiarazione di fallimento comporta una serie di adempimenti che nelle prime fasi si caratterizzano per la formazione del cosiddetto progetto di “Stato Passivo”, ove convergono tutte le richieste da parte dei creditori, identificate nel loro ammontare e corredate dalla necessaria documentazione attestante la legittimità delle ragioni di credito.

Al fine di superare le difficoltà riscontrate nel comporre e “decifrare” la mole di dati rinvenuti e realizzare un database di utenti/creditori, con avviso pubblicato il 9 dicembre 2019, i Curatori hanno reso noto – a tutti coloro che avevano già trasmesso la domanda di ammissione al passivo e/o rivendica delle cripto valute e a tutti coloro che intendevano procedere in tal senso – la predisposizione di uno strumento informatico che avrebbe consentito di facilitare le operazioni necessarie per ottenere il riconoscimento da parte del Tribunale della propria domanda.

Nel gennaio 2020 sono state pubblicate tutte le informazioni relative allo strumento predisposto e al suo funzionamento sul sito www.bitgrail.com.

Anche a causa dell’emergenza Covid, le udienze per l’esame degli stati passivi sono quindi state posticipate, sino all’11 giugno 2020 relativamente alla Webcoin Solutions di F.F. (Trib. Firenze – RGF n. 15/2019) e fino al 16 luglio relativamente alla BG Services s.r.l. (Trib. Firenze – RGF n. 16/2019).

Relativamente alla prima procedura, è stata emessa dichiarazione di esecutività esclusivamente per le domande presentate, in qualsiasi forma:

  • tempestivamente, ossia entro l’11 febbraio 2020;
  • per creditori pienamente identificati (a mezzo procura al legale, app. Dizme sulla piattaforma, oppure altre forme ammesse dalla legge italiana, ivi inclusa la comparizione personale all’udienza);
  • per la restituzione del controvalore in euro alla data di pronuncia del fallimento (21.01.2019).

Ciò in quanto, nel Fallimento Webcoin Solutions non sono state rinvenute dai curatori criptomonete appartenenti agli utenti e pertanto tutte le domande di restituzione della criptovaluta sono state respinte.

Dalla suddetta impostazione, è derivato altresì il mancato riconoscimento degli interessi ai creditori.

Relativamente alla procedura fallimentare della BG Services s.r.l. (Trib. Firenze – RGF n. 16/2019), nell’udienza del 16.07.2020 è stata emessa dichiarazione di esecutività esclusivamente per le domande presentate, in qualsiasi forma:

  • tempestivamente;
  • per creditori pienamente identificati;
  • per la restituzione del controvalore in euro alla data del 09.02.2018 (senza interessi);

Le domande di rivendica/restituzione delle criptovalute, infatti, non potevano essere accolte poiché la piattaforma Bitgrail le gestiva “in monte” e “indistintamente”, secondo quanto stabilito definitivamente dalla Corte d’Appello di Firenze (confermando la pronuncia del Tribunale). Inoltre, non è stato possibile individuare i criteri per il calcolo degli interessi.

In data 08.10.2020 e 10.12.2020, si sono svolte le udienze per l’esame delle domande tardive di insinuazione al passivo rispettivamente nei Fall. WebCoin Solutions e BG Services Srl.

3. Dichiarazioni di Francesco Firano

Di seguito, l’intervista rilasciata in data 21.12.2020 da Francesco Firano, della WebCoin Solutions, ad Alberto De Luigi.

Al netto delle affermazioni dell’intervistatore, che potrebbero apparire più faziose di quelle delle molteplici testate giornalistiche nazionali (giustamente) criticate per il modo in cui recentemente si sono (ri)pronunciate sulla vicenda, alcuni aspetti meritano di essere evidenziati:

  • per quanto apprezzabili, le competenze informatiche del dott. Firano, da sole, evidentemente non erano sufficienti per lo sviluppo di un business così complesso. Sarebbe stato necessario un ampio team multidisciplinare per essere in compliance sotto il profilo economico, giuridico e tecnologico;
  • la denuncia del dott. Firano alle autorità e la collaborazione nelle indagini sono state apprezzabili da un punto di vista etico e potrebbero essere processualmente utili;
  • egli afferma chiaramente, a partire dal minuto 09.55 dell’intervista, che era consapevole dei ripetuti bug della criptovaluta, in particolare dei crash in cui sistematicamente incorrevano i server. Ciononostante, ha continuato a far scambiare NANO sulla propria piattaforma.

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