CASO INNOVAMINE.IO – La truffa del cloud mining – Parte 2

29 Luglio 2019 -

Aggiornamenti su Innovamine, la truffa del cloud mining che ha colpito migliaia di persone di ogni parte del mondo.

Nell’articolo del 17 luglio 2019, è stato esposto il caso di Innovamine.io, una società australiana di cloud mining, sparita improvvisamente nel nulla con i risparmi / investimenti di cinquemila clienti.

A distanza di pochi giorni, la società sembrerebbe essere riapparsa all’indirizzo Innovamine.ltd e sul gruppo Telegram https://t.me/innovamineltd

Nell’occasione è stato richiesto agli utenti un ulteriore versamento corrispondente al 15% dell’ammontare che avevano in deposito, per rientrare in possesso dell’intera somma:

https://innovamine.ltd/refunds/

Gli elementi attualmente a nostra disposizione per valutare il senso di questa richiesta, sono:

  1. il sito originale risulta inesistente;
  2. la pagina Facebook risulta inattiva giacché nessuno ha risposto né alle nostre domande né a quelle di altri utenti.

Ne possono derivare tre ipotesi:

  1. stanno cercando di trarre il maggior vantaggio possibile dalla truffa;
  2. la piattaforma è stata effettivamente hackerata e adesso i criminali stanno cercando di rubare ulteriori fondi rivolgendosi direttamente agli utenti;
  3. la piattaforma è stata hackerata e sottoposta a richiesta di riscatto, per cui i titolari sperano di poter risolvere la situazione chiedendo la collaborazione dei clienti.

Considerati gli elementi oggettivi, la prima ipotesi è la più solida, ma in ogni caso non si prospettano conseguenze positive per chi versi ulteriori fondi.

Come è stato esplicato nel precedente articolo, per instaurare un’azione internazionale efficace e mettere in moto la macchina investigativa sono necessarie le querele da parte delle vittime.

Stiamo prendendo contatto con colleghi australiani al fine di individuare la migliore soluzione per tutelare le vittime sia in ambito civile sia penale.

Abbiamo tuttavia constatato che gli utenti stranieri sono molto più propensi a intentare un’azione legale nei confronti di un truffatore rispetto a quelli italiani.

Ed infatti, non solo questi risultano generalmente meno avveduti nell’instaurazione dei rapporti con società straniere o comunque business ad alto rischio ma altresì non interessati a tentare di recuperare i propri investimenti o almeno rintracciare i criminali e farli sanzionare, spendendo una cifra irrisoria rispetto a quanto perduto.

È evidente che un tale atteggiamento costituisca il terreno ideale per la creazione di raggiri anche molto meno complessi di quello in analisi.

Per comprendere la portata del fenomeno basti cercare su Facebook le parole “Guadagnare online” o “Guadagnare da casa”. Ci si imbatterà in gruppi con più di quarantamila iscritti, centinaia di post SCAM e altrettanti utenti che richiedono info.

Esempi di truffa

Nella sezione Crime, con la denominazione “Caso” sono presenti diversi esempi di truffa.

L’elenco verrà aggiornato con ogni nuovo caso e anche tu puoi contribuire, inviando a Crypto Avvocato screenshot, link o anche solo chiedendo un’opinione in merito a una proposta ricevuta.

Per comprendere cos’è il reato di truffa, si consiglia la lettura di apposito approfondimento.

Come difendersi

In questo articolo sono stati raccolti alcuni consigli utili.

Commissariato di pubblica sicurezza online

E’ possibile segnalare attività sospette e reati informatici anche online, mediante il sito web della polizia postale.

Perché avvalersi di un esperto

Le Autorità non sono pienamente coscienti della portata di questi fenomeni perché nella maggior parte dei casi le vittime non sporgono querela.

I motivi sono principalmente i seguenti:

  1. sfiducia nei confronti delle istituzioni;
  2. mancanza di fondi o volontà per farsi assistere da professionisti nella ricostruzione dell’accaduto, nella redazione della querela e nell’effettuazione di indagini private a supporto dell’attività degli inquirenti italiani ed internazionali.

E’ bene precisare, infatti, che ex art. 336 c.p.p., la querela potrebbe anche essere sporta oralmente, entro 90 gg. dal reato, presso il commissariato di polizia più vicino ma

è un atto che richiede precise formalità e ricostruire una vicenda così complessa oralmente e in mancanza di una puntuale documentazione, potrebbe non solo risultare estenuante per tutti i soggetti coinvolti ma altresì inutile.

Ciò potrebbe determinare talvolta gli ufficiali stessi a dissuadere le vittime dal sporgere querela.

L’assistenza di un professionista è consigliata altresì per l’accesso che egli può garantire al Portale Telematico del Ministero della Giustizia, per il deposito e l’interazione semplificata con le Autorità.

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